Oggi compro gli alpaca 1

Quando ho deciso "Oggi compro gli alpaca" è stato un giorno in cui ho avuto una fortuna sfacciata. Lì per lì, essendo a digiuno sull'argomento camelidi, non ci ho fatto caso, ma con il tempo mi è apparso molto chiaro.

Sentirsi fortunati nella vita è una sensazione incredibilmente soggettiva.
Ad esempio molti si sentono fortunati quando trovano dei soldi per strada, al contrario io non mi ci sento nemmeno un filino. Il mio pensiero va dritto dritto al poveretto che li ha perduti e che, disperato, li starà cercando.

Quel famoso giorno, ritengo di avere avuto fortuna (molta fortuna) perché ho conosciuto una giovane allevatrice con grande passione, entusiasmo e con gli stessi miei ideali e valori riguardo ad "avere degli animali".

Sottolineo la parola "miei".

Quanto scritto nel post non è legge universale (per carità!), ma si basa sul mio modo di "avere due o più alpaca", quello che personalmente penso e che vorrei raccontarvi. Lo faccio perché spesso mi sento dire "Oggi compro gli alpaca...cosa mi consigli?".

Il mio primo consiglio è: approfittare sì della grande risorsa di internet, ma soprattutto smettere di leggere questo post, spegnere il computer, alzarsi dalla sedia e andare a visitare gli allevamenti di alpaca in Italia e all'estero. Chiedere, ascoltare, prendere appunti, andare a vedere con i propri occhi è fondamentale! Funziona per qualsiasi cosa nella vita e vi assicuro che funziona anche per gli alpaca.

È importante ascoltare l'esperienza e i metodi di chi ha o alleva alpaca, perché solo in questo modo si può capire e decidere "cosa fare" e "cosa non fare" con il proprio gregge.

Spento il computer, decido di visitare un allevamento.
Chiamo e chiedo un appuntamento. E già!
La vita dell'allevatore è in allevamento, con gli animali, ma credo sia più gentile fare una telefonata prima di piombare nel recinto dichiarando: "Voglio comprare degli alpaca!".
Chiamate e troverete un allevatore con il sorriso e ben disposto a farvi conoscere il suo gregge, garantito!

Arrivo in allevamento e conosco l'allevatore.
L'allevatore: il padrone, il re del gregge, quello che pulisce meglio la stalla dei suoi animali che casa sua, quello che conosce i nomi di tutti perché li ha scelti con cura e, magari, gli ha dato anche dei nomignoli, quello che non ha nulla da nascondere ed elenca pregi e difetti di ogni suo animale. Questo è il tipo di allevatore che a me piacerebbe trovare in un allevamento.
Inoltre mi piace che sia lui a presentarmi i suoi animali e non un suo collaboratore.
Mi piace sapere che solitamente sia lui a passarci la maggior parte del tempo, perché solo in questo modo potrà conoscerli realmente.
Mi piace che al mio arrivo raccolga i suoi animali di modo che io possa vederli da vicino.
Mi piace vedere gli animali sereni in sua presenza.
E se gli chiedo di vederne uno in particolare per poterlo valutare, mi piace che risponda: "Certo!"

Mi guardo intorno.
Faccio caso alla "pulizia" negli spazi in cui vivono gli animali, non devono esserci cumuli di sterco o fieno sporco calpestato.
"Pulizia" è scritto tra le virgolette. Durante la visita infatti uno o più alpaca mangeranno facendo cadere il fieno ovunque e faranno la cacca proprio davanti a voi (è matematico, ve lo assicuro). In un allevamento fieno e sterco per terra sono più che naturali, ma una struttura trascurata e rispolverata solo per la visita dei clienti si riconosce lo stesso, soprattutto dall'odore.

Verifico che ci sia un riparo da pioggia e neve (una tettoia chiusa su tre lati è sufficiente) e che gli spazi verdi dove pascolano gli animali siano ampi e recintati (la metratura varia in base al numero di animali, prendete come riferimento che due alpaca devono avere uno spazio minimo di 1000 mq).

Mi assicuro, chiedendo all'allevatore, che i maschi interi e le femmine vivano sempre in recinti separati. Nel caso in cui fossero nello stesso recinto io ne sarei delusa, perché ci sarebbe il grave rischio di accoppiamento tra animali consanguinei.

Davanti al recinto dei maschi chiedo quali siano gli stalloni.
È importante ricordarsi che non tutti gli alpaca maschi sono stalloni, ovvero animali idonei alla riproduzione, esattamente come non tutte le macchine rosse sono delle Ferrari.

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